Arosio

Arosio

Brianza operosa, tra brughiera e Giro d’Italia

Arosio è un comune brianzolo di oltre 5.200 abitanti, al confine con la provincia di Monza e Brianza e lungo la ferrovia Milano–Asso. Accanto alle zone produttive conserva la settecentesca Villa Olgiati e la Brughiera, collina boscosa con il Roccolo e l’osservatorio ornitologico Il Nibbio.

Foto d’ambiente: Campagna brianzola — Antonio Vivace / Unsplash

La storia di Arosio

Il nome di Arosio ha un’origine discussa: un’ipotesi lo collega ad Arausio, divinità gallica delle acque. In epoca romana il territorio era attraversato dalla strada che univa Mediolanum (Milano) a Bellasium (Bellagio). Nel 1134 le terre furono assegnate al Monastero Maggiore di Milano e il villaggio crebbe come sua corte; dopo la pace di Costanza del 1183 la badessa ottenne ampi poteri e nel 1215 promosse i primi statuti del comune.

Nel Quattrocento il feudo della pieve di Mariano fu concesso a Lucia Marliani, amante del duca Galeazzo Maria Sforza e poi contessa di Melzo, e Arosio passò ai Marliani, che nel 1683 lo cedettero alla potente famiglia milanese dei Crivelli. Nel 1723 il vescovo di Como Giuseppe Olgiati fece costruire la villa che ancora porta il suo nome.

In età austriaca il paese apparteneva al distretto di Mariano; passò poi al dipartimento del Lario della Repubblica Cisalpina e, dopo il 1859, alla provincia di Como. Fu unito a Carugo nel 1809 e di nuovo nel 1929, nel comune di Carugo Arosio. Dai 462 abitanti del 1771 è passato ai 2.195 del 1951, fino agli oltre 5.200 di oggi.

Fonti: tuttitalia.it, tuttitalia.it, amministrazionicomunali.it, tg24.sky.it, ilgiorno.it, it.wikipedia.org, en.wikipedia.org, italia-mia.it, it.wikipedia.org

Curiosità

Lo sapevi che?

  1. Arrivo di tappa al Giro

    Il 6 giugno 1976 Arosio ospitò l’arrivo della sedicesima tappa del Giro d’Italia, partita da Castellamonte e vinta dal belga Roger De Vlaeminck. Il giorno seguente il paese brianzolo fu anche sede di partenza della diciassettesima tappa, diretta a Verona e vinta da Ercole Gualazzini. Quell’edizione della corsa rosa si concluse a Milano con la vittoria finale di Felice Gimondi.

  2. Quattrocento uccelli nel Roccolo

    Nella Brughiera, la collina boscosa di Arosio, sorge lo storico Roccolo, struttura nata per l’uccellagione e oggi osservatorio ornitologico «Il Nibbio». Ospita un museo dedicato all’avifauna lombarda, legato alla Fondazione europea Il Nibbio (FEIN), con circa 400 esemplari naturalizzati: un’occasione per conoscere da vicino le specie che popolano i boschi e le zone umide della Brianza.

  3. Una villa per i grandi invalidi

    Villa Olgiati Borri fu voluta nel 1723 da Giuseppe Olgiati, vescovo di Como: pianta quadrata, portico sul cortile e cappella. All’inizio del Novecento la acquistò la famiglia Borletti, che la trasformò in un istituto per grandi invalidi di guerra con lesioni nervose; in seguito è diventata una casa di riposo. Oggi il municipio ha sede proprio in viale Grandi Invalidi.