Seregno

Seregno

La basilica, la torre del Barbarossa e un concorso che ha lanciato Maurizio Pollini.

Seregno, circa 45.000 abitanti, è cresciuta nel cuore della Brianza come crocevia di strade e commerci. Per tutto il Novecento è stata una capitale del mobile; oggi conta migliaia di imprese, tra artigianato, commercio e industria, e il verde del parco GruBrìa.

Il centro ruota intorno alla basilica collegiata di San Giuseppe, inaugurata nel 1781, e alla torre medievale che la leggenda attribuisce a Federico Barbarossa. Il Teatro San Rocco e l’Auditorium ospitano stagioni di prosa e musica, e dal 1959 il concorso pianistico Ettore Pozzoli.

La storia di Seregno

Seregno è cresciuta nel cuore della Brianza come crocevia di strade e commerci. La torre che la leggenda vuole costruita dall’imperatore Federico I era in realtà il campanile di San Vittore, la chiesa più antica della città.

La sua chiesa simbolo, la basilica collegiata di San Giuseppe, nacque nel Settecento per volere del governo austriaco e dell’arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, che fecero demolire le due parrocchiali di San Vittore e Sant’Ambrogio per unirle in un’unica grande chiesa, inaugurata nel 1781 dopo dodici anni di lavori.

Per tutto il Novecento Seregno è stata una capitale del mobile, con decine di laboratori e falegnamerie. Dal 1959 il concorso pianistico internazionale Ettore Pozzoli porta in città giovani pianisti da tutto il mondo: la prima edizione la vinse Maurizio Pollini.

Fonti: it.wikipedia.org, tuttitalia.it

Curiosità

Lo sapevi che?

  1. Un concorso, un fuoriclasse

    Il concorso pianistico internazionale Ettore Pozzoli nasce nel 1959: la prima edizione la vinse un giovane Maurizio Pollini. Ancora oggi richiama a Seregno pianisti da tutto il mondo.

  2. La torre del Barbarossa

    La leggenda vuole che l’abbia fatta costruire l’imperatore Federico I. In realtà era il campanile di San Vittore, la chiesa più antica della città.

  3. Due chiese in una

    Per costruire la basilica di San Giuseppe, inaugurata nel 1781, furono demolite le due parrocchiali di San Vittore e Sant’Ambrogio.