Novembre ha due appuntamenti con il cielo che non chiedono telescopi né attrezzatura: basta un posto buio, una coperta e un po’ di pazienza. A metà mese arrivano le Leonidi, le stelle cadenti più veloci dell’anno; martedì 24 novembre è la volta della Superluna del Castoro.

16–18 novembre: le Leonidi, stelle cadenti a 250.000 km all’ora

Le Leonidi sono i detriti lasciati dalla cometa Tempel-Tuttle: ogni anno, a novembre, la Terra attraversa la sua scia e quei granelli, entrando nell’atmosfera, si accendono in strisce di luce. Arrivano a circa 70 chilometri al secondo, oltre 250.000 km all’ora: sono le più veloci tra i grandi sciami di stelle cadenti. Il nome viene dalla costellazione del Leone, il punto del cielo da cui sembrano partire.

Il massimo è atteso fra lunedì 16 e mercoledì 18 novembre: conviene provarci in più notti. In condizioni ideali se ne contano una quindicina all’ora; non è una pioggia fitta come le stelle di San Lorenzo, ma le Leonidi lasciano spesso scie lunghe e luminose. E hanno una storia: nel 1833 e nel 1966 diedero vere «tempeste» con migliaia di meteore.

L’ora giusta è dopo la mezzanotte. La Luna, al primo quarto, tramonta poco prima delle 24 e lascia il cielo scuro; il Leone sale sopra l’orizzonte verso le 2 e da lì fino all’alba è il momento migliore.

Dove guardare: la Superluna sorge a est, il Leone sale a est-nord-est dopo le 2 24 nov · Superluna sorge verso le 17 Leonidi · dopo le 2 partono dal Leone, ma attraversano tutto il cielo OVESTSUDEST
Dove guardare: la Superluna sorge a est; le stelle cadenti sembrano partire dalla costellazione del Leone, che dopo le 2 è alta verso est.

La «tempesta» di Leonidi del novembre 1833, con decine di migliaia di meteore in una notte, fu così impressionante che da lì nacque lo studio scientifico delle stelle cadenti.

Una Leonide fotografata durante il passaggio dello sciame
Una Leonide fotografata durante il passaggio dello sciame

Martedì 24 novembre: la Superluna del Castoro

La Luna piena di novembre cade martedì 24 alle 15:53, quando il nostro satellite è vicino al perigeo, il punto dell’orbita più vicino alla Terra: circa 360.000 chilometri, contro i circa 406.000 della «microluna» di fine maggio. Per questo appare circa il 6% più grande e il 13% più luminosa di una Luna piena media.

A occhio la differenza è sottile, ma c’è un trucco: guardarla appena sorge, a est, poco dopo il tramonto (intorno alle 17). Bassa sull’orizzonte, accanto a montagne, campanili o al profilo del lago, sembra enorme: è un’illusione ottica, ma è lo spettacolo più bello. Piena la si vede anche il 23 e il 25.

Quella sera la Luna passa vicino alle Pleiadi, un piccolo grappolo di stelle che si scopre meglio con un binocolo. Il nome «del Castoro» viene dalla tradizione nordamericana: è il mese in cui i castori preparano le tane per l’inverno. E il 2026 non è finito: anche la Luna piena della vigilia di Natale sarà una Superluna.

La Luna sul lago di Como a Moltrasio
La Luna sul lago di Como a Moltrasio

Come guardarle, senza telescopio

  • Lontano dalle luci. Più il cielo è buio, più stelle cadenti si vedono: lampioni e insegne ne cancellano la metà.
  • Venti minuti per gli occhi. Tanto serve per abituarsi al buio. Niente schermo del telefono nel frattempo: se serve una torcia, meglio una luce rossa.
  • Sdraiati e guarda in alto. Non serve fissare il Leone: le stelle cadenti attraversano tutto il cielo. Una sdraio o un materassino aiutano.
  • Copriti bene. A novembre, in montagna e di notte, si scende facilmente sotto zero: giacca pesante, cappello, una bevanda calda.
  • Per la Superluna con il telefono: appoggialo su qualcosa di fermo, usa lo zoom e metti nell’inquadratura un pezzo di paesaggio, che dà la misura della Luna.
Osservare il cielo in un prato, con le luci rosse per non perdere l’adattamento al buio
Osservare il cielo in un prato, con le luci rosse per non perdere l’adattamento al buio

Quattro posti con poche luci, vicino a casa

Colma di Sormano (Como). A circa 1.100 metri, tra il Triangolo Lariano e la Valassina, ospita l’Osservatorio Astronomico di Sormano, nato nella vecchia Capanna Stoppani. Cielo ampio e poche luci intorno.

L’Osservatorio Astronomico di Sormano alla Colma
L’Osservatorio Astronomico di Sormano alla Colma

Alpe del Vicerè (Albavilla, sopra Erba). Si arriva in auto in pochi minuti dalla Brianza; dai prati si guarda verso la pianura, a est: il punto giusto per vedere la Superluna che sorge.

L’Alpe del Vicerè, sopra Albavilla
L’Alpe del Vicerè, sopra Albavilla

Campo dei Fiori (Varese). Sulla cima c’è l’Osservatorio Schiaparelli, uno dei più noti della Lombardia, dove la Società Astronomica organizza serate aperte al pubblico.

L’Osservatorio Schiaparelli al Campo dei Fiori
L’Osservatorio Schiaparelli al Campo dei Fiori

Piani Resinelli (Lecco). Sotto la Grignetta, a circa 1.300 metri, lontano dalle luci della città e con il profilo delle montagne a fare da cornice.

La Grignetta, sopra i Piani Resinelli
La Grignetta, sopra i Piani Resinelli

Prima di partire controlla il meteo (una notte serena vale più di qualsiasi posto) e lo stato delle strade, che in quota possono ghiacciare. Per le serate guidate, guarda i siti degli osservatori.

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