Como

Como

Storia, bellezza e innovazione sul lago più famoso del mondo.

Como conquista al primo sguardo: il lungolago, le ville storiche, il Duomo e una città murata che si gira a piedi in un pomeriggio.

Il centro storico è un intreccio di piazze, boutique, caffè e botteghe. Dal lungolago parte la funicolare per Brunate, mentre i battelli collegano la città ai borghi del lago.

Cultura, shopping, buona tavola e sport: allo stadio Sinigaglia, in riva al lago, si gioca uno dei calci più scenografici d’Italia.

La storia di Como

Il nome viene probabilmente da una radice celtica, Koimo, che significa “abitato”. Secondo Plinio il Vecchio, che riprende Catone, la città fu fondata dagli Orobi; i Romani conquistarono il Comum oppidum nel 196 a.C. e nel 59 a.C. Giulio Cesare la rifondò in pianura, sulla riva del lago, come Novum Comum. Dieci anni dopo diventò municipium.

Nel Medioevo Como fu a lungo rivale di Milano. La “guerra decennale” (1118-1127) si chiuse il 27 agosto 1127 con la città assediata e le mura abbattute; la ricostruzione arrivò nel 1158 con l’aiuto di Federico Barbarossa, a cui nel 1167 fu donato il Castel Baradello. Con Azzone Visconti Como entrò nell’orbita milanese; nel 1447 nacque la breve Repubblica di Sant’Abbondio, finita nel 1450 con la sottomissione a Francesco Sforza. Il 27 maggio 1859 Garibaldi e i Cacciatori delle Alpi, dopo la battaglia di San Fermo, la liberarono dagli austriaci.

La vocazione tessile è antichissima: tra l’XI e il XVII secolo dominava la lana, poi arrivò la seta. Oltre ai due Plinio e ad Alessandro Volta, sono comaschi papa Innocenzo XI, nato Benedetto Odescalchi nel 1611, e il matematico Giovanni Girolamo Saccheri, precursore delle geometrie non euclidee.

Fonti: it.wikipedia.org, en.wikipedia.org, it.wikipedia.org, ilgiorno.it, espansionetv.it, espansionetv.it, comune.como.it, provinceitaliane.it, siss.regione.lombardia.it, comolakesideblog.com, laprovinciadicomo.it

Curiosità

Lo sapevi che?

  1. I due Plinio e la rana del Duomo

    Ai lati del portale maggiore del Duomo ci sono le statue di due comaschi non cristiani: Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane. Sul portale nord, scolpito dai Rodari intorno al 1505, si nasconde una rana: la leggenda dice che salì sulla porta durante un’esondazione del lago e, rapita dalla bellezza della cattedrale, non se ne andò più.

  2. Il primo parafulmine d’Italia

    Prima di Volta, nel 1768 il fisico Giulio Cesare Gattoni installò a Como il primo parafulmine italiano. Gattoni fu amico e maestro del giovane Alessandro Volta, e la Torre di Porta Nuova è ancora detta “Torre Gattoni”. Al genio della pila la città ha dedicato nel 1928 il Tempio Voltiano, con 234 cimeli in 15 vetrine.

  3. Il cannone di mezzogiorno

    Dal 1912, a metà della salita della funicolare per Brunate, un cannone di origine austriaca posizionato a Carescione segna il mezzogiorno con un colpo a salve. Rimasto fermo dagli anni Settanta, è tornato in funzione nel 1990: chi è in città lo sente ogni giorno, puntuale.