Meda
Il monastero di due santi cacciatori, gli affreschi di Luini e la città del mobile.
Meda, circa 23.700 abitanti, è conosciuta nel mondo per il design e per la tradizione artigiana dei mobili. Ha un centro nato intorno a un monastero dell’VIII secolo, la chiesa di San Vittore con gli affreschi di Bernardino Luini e, al confine con Seveso, il Bosco delle Querce.
Sulla collina che le dà il nome, dal latino «meta», cumulo, si incontrano Villa Antona Traversi, nata dal monastero, e la chiesa di San Vittore. Nel 1976 fu l’ICMESA di Meda a liberare la nube di diossina: dove c’era la zona più colpita oggi c’è un parco di querce aperto a tutti.
La storia di Meda
La storia di Meda comincia sulla collina che le dà il nome. La leggenda racconta che i conti Aimo e Vermondo, assaliti da due cinghiali durante una caccia, si salvarono arrampicandosi su due allori e promisero un monastero: le benedettine di San Vittore arrivarono attorno al 780. Nel 1194 vi fece tappa l’imperatore Enrico VI con Costanza d’Altavilla, già in attesa di Federico II.
Il monastero fu soppresso nel 1798 e trasformato da Leopoldo Pollack nella Villa Antona Traversi. Manzoni cita Meda nei Promessi Sposi come il paese della conversa che scopre la relazione tra la Monaca di Monza ed Egidio.
Nel Novecento Meda è diventata una capitale del mobile. Il 10 luglio 1976 dall’ICMESA, l’azienda chimica di Meda, uscì la nube di diossina che colpì soprattutto Seveso: sull’area più contaminata, tra i due comuni, oggi c’è il Bosco delle Querce.
Fonti: it.wikipedia.org, tuttitalia.it, focus.it
Curiosità
Lo sapevi che?
Meda nei Promessi Sposi
Manzoni la cita come il paese della conversa che scopre la relazione tra la Monaca di Monza ed Egidio.
Luini e il Cerano
Nella chiesa di San Vittore, del 1520, ci sono affreschi di Bernardino Luini e della sua scuola e una pala del Cerano del 1626.
Il Bosco delle Querce
Tra Meda e Seveso, nell’area colpita dalla nube di diossina del 1976, oggi c’è un parco di querce, prati e sentieri, aperto a tutti.

