Il Canale Villoresi porta l’acqua del Ticino ai campi a nord di Milano: lo progettò dal 1862 l’ingegnere Eugenio Villoresi e lo completò il figlio Luigi nel 1890. Un tempo questa era la «pianura asciutta», così poco fertile da meritarsi il soprannome.

Oggi quasi tutto il percorso è affiancato da una pista ciclabile, la spina dorsale di un parco agricolo e naturale che si sta formando lungo le rive. Il canale attraversa 28 comuni, sette dei quali in Brianza, ed è il secondo corso d’acqua artificiale più lungo d’Italia.

La ciclabile lungo il canale
La ciclabile lungo il canale

Le tappe, da ovest a est

1. Panperduto, Somma Lombardo. Il canale nasce dalla diga del Panperduto, sul Ticino: chiuse ottocentesche in mattoni.

Le chiuse all’inizio del canale
Le chiuse all’inizio del canale

2. Garbagnate Milanese. Dalla fermata del treno si entra nel Parco delle Groane: aree picnic e ciclabile lungo l’acqua.

3. Senago e Paderno Dugnano. Il tratto più verde del Nord Milano, nel parco Grugnotorto Villoresi, tra campi e boschetti, con l’alzaia ombreggiata.

4. Monza. Il canale attraversa la città a sud del centro e prosegue verso est.

Il Villoresi a Monza
Il Villoresi a Monza

5. Cassano d’Adda. Dopo 86 chilometri l’acqua torna nell’Adda o entra nel Naviglio della Martesana.

Anche d’inverno

Si pedala in piano, tra campi coltivati, boschetti e paesi: un itinerario perfetto anche d’inverno, nelle giornate limpide, quando a nord si vedono le montagne. In autunno e in inverno il canale viene messo in asciutta per la manutenzione e i pesci vengono recuperati e spostati: non stupitevi di vederlo vuoto.