Basta scendere dal treno a Garbagnate Parco delle Groane per trovarsi tra pinete e querceti. Il Parco regionale delle Groane e della Brughiera Briantea è nato nel 1976 per volontà dei comuni e della Regione Lombardia: copre circa 8.200 ettari dell’alta pianura a nord-ovest di Milano, tra i 160 e i 300 metri di quota, e tocca 28 comuni di tre province, tra cui Senago, Garbagnate Milanese, Limbiate e Meda.

Il nome viene dalle groane, come qui si chiamavano le brughiere: terreni argillosi e poveri, poco adatti all’agricoltura, che per questo sono rimasti selvatici. Un tempo vi lavoravano le fornaci per i mattoni; oggi sono un rifugio per la natura e una palestra all’aperto per chi abita in città.

I campi delle Groane, con le Alpi sullo sfondo
I campi delle Groane, con le Alpi sullo sfondo

Cosa trovi nel parco

Il bosco. Querceti e pinete, con picchi, poiane, gufi e lo scoiattolo rosso, reintrodotto negli anni Ottanta a Cesate e Solaro.

La brughiera. Le «groane» che danno il nome al parco: distese di brugo, una piccola erica dei terreni acidi.

Gli stagni. Tritoni, raganelle e rane di Lataste vivono nelle zone umide, curate dalle guardie ecologiche volontarie.

Un acquitrino nel bosco
Un acquitrino nel bosco

I sentieri. Sedici percorsi segnalati, alcuni ad anello: si cammina e si pedala tra boschi, laghetti e cascine.

D’inverno

Nelle mattine limpide, dai campi aperti si vedono le Alpi. Scarpe da trekking leggere, perché dopo la pioggia l’argilla resta fangosa, e un giro ad anello di un paio d’ore: si parte dalla stazione e si torna in tempo per il pranzo in uno dei paesi del parco.

Come arrivare: in treno alla fermata Garbagnate Parco delle Groane, sulle linee Milano–Saronno.