Nel Settecento l’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo cercava una residenza estiva per il figlio Ferdinando, governatore della Lombardia, e la trovò a Monza. La Villa Reale la progettò Giuseppe Piermarini, l’architetto della Scala, che la completò in appena tre anni: è uno dei grandi palazzi neoclassici d’Italia.
Con Napoleone diventò la residenza del viceré Eugenio di Beauharnais e prese il nome di «Villa Reale»; nel 1868 Vittorio Emanuele II la regalò per le nozze a Umberto e Margherita, e i Savoia la abitarono fino ai primi del Novecento.

Un parco chiuso da 14 chilometri di mura
Fu l’arciduca Ranieri, appassionato di botanica, ad arricchire giardini e Parco di piante rare e ad aprire nel 1819 una scuola per giardinieri. Oggi i Giardini Reali e il Parco formano uno dei maggiori complessi storici d’Europa: 732 ettari tra Monza, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono, chiusi da 14 chilometri di mura originali.
Si passeggia tra viali, cascine, mulini e il Lambro che lo attraversa; in primavera fiorisce il roseto Niso Fumagalli, davanti all’Orangerie.

Il tempio della velocità
Nel 1922, dentro il Parco, nacque in poco più di tre mesi l’Autodromo Nazionale: fu inaugurato il 3 settembre e una settimana dopo ospitò il primo Gran Premio d’Italia. È il terzo autodromo costruito al mondo, dopo Brooklands e Indianapolis, e la pista della Formula 1 italiana; la Parabolica è del 1955, mentre le curve sopraelevate dell’anello di alta velocità sono state abbandonate per sicurezza nel 1969.

Cosa vedere quest’inverno
All’Orangerie della Reggia, dal 6 novembre al 14 marzo, c’è la mostra «Luigi Conconi e la Scapigliatura», con oltre ottanta opere; al Belvedere la mostra sulla storia del Regno d’Italia è prorogata fino al 10 gennaio. A due passi, al Museo Civico Carlo Verri di Biassono, «Monza POP» racconta le corse degli anni Sessanta e Settanta attraverso automobiline, piste elettriche e fumetti.
Tutti gli appuntamenti sono in agenda.

